I botanici preferiscono chiamarle piante succulente, i loro tessuti sono ricchi di acqua, hanno l’aspetto un po’ ciccio, per questo vengono definite “succose” e nel linguaggio comune “grasse”.

Grazie ai capienti vacuoli presenti nel fusto delle piante grasse, l’acqua e le sostanze nutritive rimangono immagazzinate facendo sì che fusto e foglie diventino dei serbatoi che rilasciano l’acqua nei momenti in cui la pianta lo richiede. Anche la loro epidermide, che è ricoperta da sostanze cerose apposite per limitare l’evaporazione dei liquidi, contribuiscono a dare un aspetto corpulento alla pianta.

Al mondo esistono circa diecimila specie di piante grasse, tra le più note, i tipici cactus anche conosciuti come il “cuscino della suocera”, o l’agave, dalla particolare fioritura che avviene una sola volta nella vita, a seguito della quale la pianta muore. Ricordiamo i fichi d’India, dai frutti dolci e acquosi e poi ci sono anche piante grasse con fiori che vengono coltivate soprattutto in casa o sui balconi e tra queste, a loro volta, ci sono le specie tappezzanti e rampicanti.

Insomma, ce n’è per tutti i gusti ma andiamo per gradi!

Partendo dalle specie da interno, ne esistono ben 600 varietà. Si adattano facilmente alla coltivazione in vaso e possono rivelarsi perfette per dare un tocco di colore alla tua casa. Oltre ad arredare con semplicità ogni ambiente, le cactacee, o perlomeno molte succulente, hanno anche un ulteriore vantaggio, purificano l’aria.

Non è necessario essere un botanico per coltivare le piante grasse, bastano poche nozioni base per iniziare, dopo di che, in base all’esperienza che farai, potrai passare alla coltivazione di specie impegnative.

Prima di tutto, scegli dove posizionare la pianta. E’ molto importante trovare la giusta collocazione: temperatura ed esposizione alla luce sono i primi aspetti da considerare. Un errore comune può essere quello di supporre che la pianta adori il caldo arido ma non è così.

Sarà anche vero che i cactus vivono nel deserto però è doveroso sapere che la maggior parte delle piante grasse resiste bene anche al freddo moderato e ciò è dovuto al fatto che, in natura, queste piante vivono in luoghi in cui alle torride giornate seguono nottate gelide, con escursioni termiche notevoli.

Quindi, le piante grasse da interno vivono bene a una temperatura superiore ai 13 gradi, per cui sono perfette da coltivare indoor.

Per quanto riguarda invece l’esposizione alla luce, le succulente non hanno bisogno di un’esposizione diretta in pieno sole. Basterà posizionare la pianta su un davanzale o su un mobile vicino a una finestra e il gioco è fatto.

Quando e quanto annaffiare le piante grasse

La risposta è semplice ma anche difficile: dipende!

Ebbene sì, dipende dal tipo di pianta e anche dalla stagione. Ad esempio, durante l’estate anche una pianta grassa da interno ha bisogno di essere bagnata regolarmente e ogni volta che il terreno appare secco.

Mentre durante l’inverno, la quantità di acqua da dare a una succulenta tenderà a diminuire, non ne avrà più necessità come in estate. La pianta è in grado di sostentarsi assorbendo le particelle d’acqua presenti nell’umidità dell’aria quindi può succedere che durante l’inverno non sia necessario innaffiare. Quando annaffi le piante, ricorda sempre di non esagerare, evita di creare ristagni nel sottovaso e versa l’acqua sempre sul terriccio, mai sulle foglie o sui fiori.

Il terzo importante step dopo la collocazione della pianta nel posto giusto e l’irrigazione è il rinvaso.

Istruzioni per un perfetto rinvaso

  • Versate sul fondo del vaso il terriccio a vostra disposizione.
  • Sfilate, il più delicatamente possibile, la pianta grassa dal vaso stando molto attenti alle spine.
  • Tagliate le radici troppo lunghe o secche.
  • Posizionate la pianta nel nuovo vaso coprendo con altro substrato ma senza pressare troppo. Il terreno dovrà risultare compatto ma non schiacciato
  • Aspettate una settimana prima di innaffiare le piante, in modo che le radici possano adattarsi e se necessario, aggiungere altro terriccio.
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